Il bianco

Il bianco

Il bianco viene considerato un colore-non-colore, spesso è accostato agli altri colori, facendoli risaltare e donando loro luminosità, ma ha personalità anche da solo.

Il bianco contiene tutti i colori dello spettro elettromagnetico ed è un colore con elevata luminosità, infatti si identifica nella luce, contrapposto al nero che corrisponde al buio.

Il bianco è uno dei primi colori ad essere stati utilizzati dagli esseri umani: nel Paleolitico chi pitturava nelle grotte, usava calcite o gesso insieme a carboncino e ocra rossa e gialla.

Il colore bianco è associato a concetti quali purezza, perfezione, onestà, igiene e pulizia, saggezza, spiritualità. 

Nell’antico mondo mediterraneo, e tuttora in alcuni paesi orientali, in bianco è legato alla morte (è il colore dei nuovi inizi e può rimandare al ricongiungimento con la luce divina). Nelle civiltà occidentali, invece, è utilizzato prevalentemente per il matrimonio, il battesimo, la prima comunione, tutte cerimonie associate a candore e virtù, oltre che riti di passaggio.

Nelle fiabe il bianco indica la luce, la salvezza dell’eroe o l’intervento di una forza benefica. Spesso è il colore di creature speciali: unicorni, pegaso, cigni. E anche se si tratta di una creatura in genere negativa, come un drago, se è bianca è buona.

Questo colore sembra avere solo qualità positive, eppure anche il bianco ha il risvolto negativo: può significare il vuoto, l’assenza di sentimento, la solitudine, la freddezza.

Nell’abbigliamento è presente in tutte le culture dell’antico mondo mediterraneo, anche perché respingendo i raggi solari aiuta a proteggersi dal caldo. Nell’antico Egitto, accostato ad altre tinte, crea un equilibrio rigoroso.

In Grecia, nel periodo classico, il bianco è protagonista, dà risalto al drappeggio e all’armonia delle forme.

A Roma, le vestali indossano manti bianchi, e la toga bianca, di un bianco naturale della lana o del lino o sbiancato, è il simbolo della classe patrizia che detiene il potere.

Nel Medioevo, dopo la diffusione del Cristianesimo, il bianco diventa più legato a simboli religiosi e alle vesti dei monaci.

In Europa, fino al 1600, è il colore delle vedove in lutto. 

Nel primo Ottocento, con lo stile impero,  il bianco diventa il colore ufficiale del periodo  Napoleonico.  

La regina Vittoria indossò un abito bianco per le sue nozze con il principe Alberto, scelta abbastanza inusuale per l’epoca. Non fu il primo abito da sposa bianco della storia, ma sicuramente ebbe una tale risonanza che da allora si è consolidata l’abitudine della sposa in bianco (almeno nel mondo occidentale).

Un abito bianco, indossato con una fascia viola abbinata all’oro (in America) o al verde (in Inghilterra), era la divisa delle suffragette che manifestavano per ottenere il diritto di voto. Era una scelta pratica, un abito di un colore che quasi tutte possedevano, donava loro un aspetto rispettabile e risaltava bene nelle foto in bianco e nero dei giornali.

In epoche più contemporanee il bianco continua ad avere un ruolo importante nella moda, più o meno presente a seconda dei periodi e delle stagioni.

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La storia dei colori è molto affascinante e complessa, coinvolge diversi aspetti della vita e della storia dell’umanità. Qui ho deciso di concentrarmi soprattutto sugli aspetti storici e sociali legati all’abbigliamento. Inoltre, a parte qualche accenno, è una visione parziale, limitata alla cultura occidentale e in particolare europea, quella che conosco meglio e sulla quale mi è più facile trovare materiale per documentarmi.

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